Senza voler scrivere una recensione canonica, mi limito a raccontarvi come ho trovato il nuovo Mac OS X 10.5, dall’installazione ai primi giorni di utilizzo.
Naturalmente, appena acquistato 10 giorni fa, non ho resistito un attimo alla tentazione di provarlo sul mio Mac Book (Core 2 Duo 2.0 Ghz con 2 GB di RAM). Ecco come è andata…
Inserito il DVD di Leopard mi è stato chiesto di riavviare:

Una volta apparsa la schermata di setup ho selezionato “aggiornamento” in modo da ritrovarmi applicazioni e dati già pronti all’uso (il disco non viene formattato).
Il processo è durato circa due ore, compresi anche i vari aggiornamenti software che hanno portato Leopard dalla versione 10.5 alla 10.5.1.

La prima impressione non è stata delle più felici: Spotlight esegue infatti al primo avvio l’indicizzazione di tutti i file e questo rallenta parecchio il sistema.
Alla fine però, il piacere delle novità introdotte fanno dimenticare anche quel ritardo di una decina di secondi in avvio rispetto a Tiger (resto fiducioso che la situazione potrà migliorare con il passare del tempo).
Inoltre, da una verifica delle risorse occupate (effettuata con la widget iStat Pro e Monitor Attività) non c’è differenza fra Mac OS X 10.4 e 10.5.
Ecco alcune delle nuove utility e inutility:
- L’aspetto più innovativo è sicuramente rappresentato dalla Time Machine: basta sincronizzare il software con una partizione o un hard disk esterno per avere backup automatici e periodici dei file.
- Spaces permette di avere più spazi di lavoro gestibili liberamente: va notato che non si tratta di un semplice desktop multiplo, fra l’altro già presente in Linux, ma una vera e propria estensione dello schermo che permette di spostare le applicazioni fra i vari spazi, mantenendo ferma la scrivania e il suo contenuto:
- Applicazioni come Safari, Mail, iCal, iTunes (ma non solo) risultano ora più reattive grazie all’ottimizzazione a 64-bit del sistema.
- La gestione delle risorse di rete Windows condivise e l’accesso alle stesse è migliorato sensibilmente: Tiger arrancava un po’ se queste non venivano smontate prima di lasciare una rete per allacciarsi ad un’altra.
- Spotlight ora va alla grande come lauchbar: ho detto addio a Quicksilver.
- Anteprima è ora più completo e performante: permette infatti di ritagliare e ridimensionare velocemente le immagini.
- Acquisizione immagini è una bomba: non mi serve montare la memory card SD come volume poichè la mia fotocamera (Canon PowerShot A560) è stata rilevata in background e l’applicazione semplicemente chiede in un lampo dove salvare le foto.
- Front Row, il menu multimediale che si apre con il telecomando, è ora come quello della Apple TV.
- Quickview è la nuova modalità di consultazione che permette di avere un’anteprima di documenti, filmati, brani direttamente nel Finder.

- E’ ora possibile inserire nel Dock collegamenti alle cartelle (es. Applicazioni) e con un click accedere al loro contenuto in modalità “griglia” o “ventaglio”:

Ci sarebbe altro ma non mi perdo a descrivere tutte le chicche introdotte, come ad esempio l’aggiunta di nuovi effetti in Photo Booth, iChat e altre cose.
Alcuni tips…
- Il Dock 3D può essere riportato bidimensionale con TigerDock:
- Ho recuperato più di 3 GB di spazio eliminando le lingue inutili dal sistema attraverso Monolingual, eccezion fatta per italiano e inglese.
- La schermata di login può essere resa identica allo sfondo della scrivania attraverso Desktop 2 Login.
Per ora è tutto.
Buon Anno!





















0 Commenti su “Leopard: impressioni e novità”
Leave a Reply